Il mazzo di Tarocchi che prende
il nome dalla città di Marsiglia (nel sud della Francia)
è il più conosciuto al mondo: rappresenta lo stile
più popolare e antico tra le molte varietà di
mazzi che si diffusero a partire dal XV secolo, al punto da
essere considerato la versione classica del mazzo dei Tarocchi.
I Tarocchi di Marsiglia conobbero un’enorme diffusione
nel XVII secolo grazie ai tipografi. Tuttavia, se in origine
i disegni del Tarocco erano disegnati a mano, il metodo di colorazione
con lo stampino, proprio delle tipografie, non permetteva una
grande precisione e soprattutto imponeva l’utilizzo di
un numero limitato di colori. Un gioco fabbricato per un re,
ovviamente, era più ricco di colori di un gioco fabbricato
per il volgo. Inoltre, a seconda dei tipografi, i tratti erano
riprodotti più o meno fedelmente. Tuttavia, numerose
copie del mazzo di Marsiglia che furono stampate da diversi
tipografi e anche in epoche diverse presentano numerose similitudini
che fanno pensare all’esistenza di un Tarocco più
antico usato come modello originario. Infatti, il Tarocco di
Marsiglia risulta essere profondamente ancorato alla tradizione:
sia i 22 arcani che le 56 carte dei semi conservano nel corso
del tempo, e indipendentemente dalla provenienza geografica,
particolari che si ripetono, come ad esempio il cavaliere di
Denari, che a dispetto del suo seme, tiene in mano un bastone
oppure il nome del fante di Denari, l’unico ad essere
scritto in verticale invece che in orizzontale.
Ai giorni nostri, a parte la riedizione di mazzi più
antichi, il Tarocco di Marsiglia viene riprodotto basandosi
su mazzi del XVIII secolo. Tuttavia, il tarocco nello stile
di Marsiglia non avrebbe avuto una così grande diffusione
fino ai giorni nostri se non fosse mai stato usato per la cartomanzia,
pratica diffusa a partire dal XVIII secolo. Il nome “Tarocco
di Marsiglia” risale, però, al XX secolo quando
il produttore francese Grimaud chiamò
così la riedizione di un mazzo di tarocchi tradizionali
stampato dalla sua ditta, situata a Marsiglia. Marsiglia è
la città dove, soprattutto nel XVIII secolo, si svilupparono
numerose tipografie specializzate nella produzione di Tarocchi,
alcune delle quali sopravvivono ancora, tra le quali Camoin.
Questo spiega perché fu scelto il nome “Tarocco
di Marsiglia”, mentre in precedenza ci si riferiva ad
esso come “tarocco italiano”. Infatti, questo stile
ebbe probabilmente origine in Italia settentrionale verso il
XVI secolo, quale risultato dell'opera di un ignoto artista
lombardo. Un’antica stampa litografica, il cosiddetto
foglio Cary, risalente ai primi del ‘500, raffigura rappresentazioni
degli Arcani con uno stile simile a quello dei Tarocchi di Marsiglia.
Il foglio fu stampato in Lombardia all'epoca della conquista
francese, quindi è probabile che questo stile si sia
diffuso dall’Italia alla Francia e mentre in Francia divenne
sempre più popolare, in Italia scomparve un po’alla
volta. Nei Tarocchi del XVI secolo, come nel foglio di Cary,
gli arcani non hanno nomi. I primi nomi che vengono assegnati
agli arcani sono in lingua francese, è quindi probabile
che tali nomi furono aggiunti quando i tarocchi iniziarono a
diffondersi in Francia e, non essendo ancora familiari ai giocatori,
quest’ultimi avevano bisogno di un titolo per comprendere
le rappresentazioni allegoriche degli arcani. Infatti, gli Arcani
Maggiori furono creati, sin dalle origini, probabilmente come
rappresentazioni allegoriche.
Date alcune diversità nei tratti e nei colori dei numerosi
mazzi del Tarocco di Marsiglia in commercio, nell’illustrare
gli Arcani faccio riferimento al mazzo “Tarot di Marseille”
di A. Jodorowsky e non analizzo a fondo i colori degli Arcani,
variando questi notevolmente da mazzo a mazzo. A. Jodorowsky
insieme a P.Camoin, discendente di un’antica famiglia
di tipografi famosi per l’incisione di un celebre Tarocco
di Marsiglia (Tarocco di Marsiglia di Nicolas Convert, 1760),
cerca di riprodurre il più fedelmente possibile il Tarocco,
studiando e confrontando con il computer numerose versioni del
Tarocco di Marsiglia, allo scopo di avvicinarsi al modello originale.

 
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